senza revisione

plumbeo

Se la pioggia ricorre
come una lacrimazione
quale palpebra si scuote
alla luce cinerea

se dormire è nascondersi
all’occhio di neon
azzurri gialli verdi
(la gran tristezza del mondo)

ogni cosa è chimica e luce
sull’abisso che dorme
nelle città di plastica fango ferro:
inesorabili, i cavalli vanno al macello.

divertimento I

Da una padella di rame
mangiavo catrame:
certi lacerti!

gli occhi spalancati
per non vedere vedove nere

attratto ad un tratto
dal pensiero di un ratto

a zonzo

duomo
galleria1galleria2galleriea3

more shots of milan, summer-time

cielo pretempestoso di brianza

cieloBrianza

Black ‘n White Sunday in Milan (of a HOT July)

metromilano

fa caldo

Fa caldo, ci sono anche le zanzare. L’aria è pesante ed umida, il ventilatore non basta. Goodspeed! You black emperor, “sleep”: su Youtube.

spiraglio

Sono un poco stanco di leggere banalità e frasi da dopocena su Facebook. Comprese le scemenze che scrivo io. Eh, una volta si guardava la televisione. La finestra semichiusa è uno spiraglio sulla notte. Questo spiraglio su Internet a cosa servirà? Fa caldo, domani saremo ancora in un paese dove comandano mafiosi e puttanieri…

Roma, Castel Sant’Angelo

Sotto un cielo non proprio da fine giugno…

engel

La rubrica di Ex-Ricercatore

exr
Caro Ex-Ricercatore,
Maria Stella Gelmini ha dichiarato di recente l’intenzione di portare nelle scuole e nelle università il berlusconismo. Ho appena iniziato un dottorato e sono molto spaventato. Cosa mi consigli? (Gianni, Roma)

Caro Gianni, non so se preoccuparmi più del fatto che tu abbia iniziato un dottorato o del fatto che tu non sappia come si fa ad adeguarsi al berlusconismo. Per la storia del dottorato: non ci pensare, probabilmente concluderai la tua carriera col titolo accademico (e non solo) di barbone alcolista. Comincia a seguire i programmi della De Filippi, saprai come adeguarti. Ti saluto.

lo spazio e il tempo (1)

Ieri sera ho mangiato la ribollita. Buonissima. Adesso mangio gallette al riso davanti al monitor nella pausa pranzo. Vi dirò dei pensieri ispirati dalla ribollita. Le storie sui viaggi nel tempo sono delle fregature: e non mi sono mai piaciute. Il grande Asimov non credo ne abbia scritte più di due: e con disagio. C’è la storia dei paradossi: e non si elimina.

D’accordo, giocare col paradosso può essere divertente/affascinante: Terminator, L’esercito delle dodici scimmie… etc. etc. etc.. Resta il fatto che mi sento preso in giro. Mi sono chiesto: come mai queste storie ci piacciono tanto? La prima risposta ovvia: il pensiero di potere modificare il passato (e quindi il presente ed il futuro) sicuramente è attraente. Quanti errori si potrebbero sistemare… beh. Per non dire della vecchia storia della paura della morte.

time

Poi ho pensato un’altra cosa. Tutte le storie sui viaggi nel tempo hanno in comune un elemento: confondono più o meno apertamente lo spazio ed il tempo. Inducono lo spettatore a trattare gli altri “quando” come se fossero altri “dove”. Come se cioè esistessero da qualche parte, lontanissimo certamente, e la macchina del tempo di turno potesse portarci “là”.

Magari alla fine salta fuori che è veramente così: esistono infiniti universi paralleli con tutte le repliche del passato e del futuro che si possano pensare… E il presente? E’ già passato, come le gallette di riso…